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Cassazione: chi non indossa la cintura non ha diritto al risarcimento

La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di cintura di sicurezza non allacciata e di responsabilità civile: chi non indossa la cintura durante un incidente non ha diritto al risarcimento dei danni subiti, anche se l’altro veicolo è in parte responsabile del sinistro.

Questa decisione – ordinanza n. 26656 del 3 ottobre 2025 – rappresenta un richiamo forte al rispetto delle norme del Codice della Strada e alla responsabilità personale di chi viaggia a bordo di un veicolo.

Cintura di sicurezza non allacciata e risarcimento negato

Cosa ha deciso la Cassazione sul mancato uso della cintura di sicurezza

Nel caso esaminato, il passeggero aveva riportato gravi lesioni (trauma cranico, fratture e traumi vari) in seguito a un incidente avvenuto in città, di notte. L’auto su cui viaggiava aveva impegnato un incrocio a velocità eccessiva, mentre l’altro veicolo non aveva rispettato il segnale di “Stop”.

Il giudice di secondo grado aveva stabilito una responsabilità condivisa al 50% tra i due conducenti, ma aveva negato il risarcimento al passeggero, perché le sue lesioni derivavano esclusivamente dal mancato uso della cintura di sicurezza.

La Corte di Cassazione ha confermato questa conclusione: il passeggero non può ottenere il risarcimento dei danni da parte del veicolo antagonista se la causa diretta delle ferite è la sua condotta negligente.

La sentenza conferma che, in caso di cintura di sicurezza non allacciata, il risarcimento può essere escluso anche quando vi sia una colpa condivisa tra i conducenti.


La cooperazione colposa del conducente

La Suprema Corte ha tuttavia precisato un punto importante: se il passeggero avesse citato anche il conducente del veicolo su cui viaggiava, avrebbe potuto chiedere un risarcimento parziale in base al principio di “cooperazione colposa”.

In altre parole, il conducente che si mette in marcia sapendo che i passeggeri non hanno allacciato la cintura condivide la responsabilità delle conseguenze.

Questa precisazione sottolinea come la sicurezza stradale non sia solo una questione individuale, ma anche di vigilanza reciproca e rispetto delle regole da parte di tutti gli occupanti del veicolo.


Cintura di sicurezza: un obbligo, non un’opzione

L’art. 172 del Codice della Strada prevede l’obbligo di allacciare la cintura di sicurezza per conducente e passeggeri, anche sui sedili posteriori.

Le sanzioni non sono solo amministrative: in caso di incidente, il mancato uso della cintura può comportare la perdita del diritto al risarcimento o la riduzione proporzionale del danno risarcibile.

Oltre all’aspetto legale, l’uso della cintura resta la misura di sicurezza più efficace in caso di urto: secondo i dati ISTAT, può ridurre del 50% il rischio di lesioni gravi o mortali.

La mancata osservanza dell’obbligo, ossia una cintura di sicurezza non allacciata, può comportare non solo sanzioni amministrative ma anche la perdita del diritto al risarcimento.


Cintura di sicurezza non allacciata: cosa devono sapere conducenti e passeggeri

Per evitare conseguenze legali e sanitarie, è bene ricordare che:

  • la cintura va indossata sempre, anche nei brevi tragitti e sui sedili posteriori;
  • i conducenti devono assicurarsi che tutti i passeggeri siano allacciati prima di partire;
  • i genitori o tutori sono responsabili se i minori non indossano i dispositivi di ritenuta previsti;
  • in caso di incidente, il mancato uso della cintura può ridurre o escludere il diritto al risarcimento.

Sicurezza stradale e cultura della prevenzione

La decisione della Cassazione non mira a penalizzare i passeggeri, ma a ribadire un principio fondamentale: la sicurezza nasce dai comportamenti quotidiani.
Allacciare la cintura è un gesto semplice, ma può fare la differenza tra la vita e la morte.

Promuovere una cultura della sicurezza significa ricordare che la prevenzione non si limita ai luoghi di lavoro, ma accompagna ogni persona, ogni giorno anche sulla strada.

👉 Sicurezza 370 sostiene la diffusione di una cultura della sicurezza consapevole e condivisa, basata sul rispetto delle regole, sulla responsabilità individuale e sulla tutela della vita.


Approfondimento: cosa dice l’art. 172 del Codice della Strada

L’articolo 172 del Codice della Strada disciplina l’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini.
Ecco i punti principali:

  • Obbligo per tutti: conducente e passeggeri, sia anteriori sia posteriori, devono sempre indossare le cinture di sicurezza durante la marcia.
  • Responsabilità del conducente: il conducente è tenuto a verificare che i passeggeri siano correttamente assicurati con le cinture o con i sistemi di ritenuta per bambini.
  • Eccezioni limitate: alcune categorie (es. forze di polizia, conducenti di veicoli di emergenza, istruttori di guida) possono essere esentate solo in casi specifici.
  • Sanzioni: chi non indossa la cintura rischia una multa da 83 a 332 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente; se il passeggero è minorenne, la sanzione si applica al conducente.
  • Effetti assicurativi: in caso di incidente, il mancato uso della cintura può ridurre o escludere il diritto al risarcimento, come confermato dalla Cassazione n. 26656/2025.

📎 Il riferimento normativo e le decisioni complete della Cassazione sono disponibili sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il messaggio è chiaro: la cintura di sicurezza è il primo strumento di prevenzione, un gesto semplice che tutela la vita e riduce le responsabilità in caso di incidente.

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