Gas radon lavoro: obblighi e rischi per le aziende
Il gas radon lavoro è un tema che interessa sempre più aziende, enti pubblici e professionisti. Si tratta di un gas radioattivo naturale, incolore, inodore e insapore, che deriva dal decadimento dell’uranio presente nel terreno e nelle rocce.
Il radon può accumularsi negli ambienti chiusi e rappresenta un importante fattore di rischio per la salute. Per questo motivo la normativa italiana prevede specifici obblighi di monitoraggio e gestione nei luoghi di lavoro.
In breve: il D.Lgs. 101/2020 ha fissato un livello di riferimento pari a 300 Bq/m³ per i luoghi di lavoro. Quando previsto dalla normativa, il datore di lavoro deve effettuare le misurazioni e adottare eventuali misure correttive.

Gas radon lavoro: cosa prevede la normativa
La normativa di riferimento è il D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la Direttiva Euratom 2013/59.
La legge stabilisce un livello di riferimento pari a:
- 300 Bq/m³ per i luoghi di lavoro;
- 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti;
- 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Il superamento di tali valori richiede specifiche valutazioni e, nei casi previsti, interventi di mitigazione.
Perché il radon è un rischio
Il radon non può essere percepito dai sensi umani.
Proprio per questo motivo il rischio viene spesso sottovalutato.
L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate è associata a un aumento del rischio di tumore polmonare e rappresenta una delle principali fonti di esposizione alle radiazioni ionizzanti di origine naturale.
Gas radon lavoro: quando la misurazione è obbligatoria
Non tutti i luoghi di lavoro sono soggetti agli stessi obblighi.
Le misurazioni devono essere effettuate nei casi individuati dal D.Lgs. 101/2020, tra cui:
- luoghi di lavoro sotterranei;
- stabilimenti termali;
- locali seminterrati e al piano terra situati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni.
Le misurazioni vengono effettuate mediante appositi dosimetri e consentono di determinare la concentrazione media annua di radon presente negli ambienti.
La situazione in Lombardia
In Lombardia la gestione del rischio radon è stata rafforzata dalla Legge Regionale n. 3/2022 e dalle successive disposizioni regionali.
La Regione ha inoltre sviluppato strumenti specifici per il monitoraggio e la gestione dei dati relativi alle misurazioni.
Gas radon lavoro: quali rischi per l’azienda
Il rischio principale è non verificare se il luogo di lavoro rientra tra quelli soggetti agli obblighi di misurazione.
In caso di superamento del livello di riferimento pari a 300 Bq/m³, il datore di lavoro deve attivare il percorso previsto dalla normativa e adottare le necessarie misure correttive.
Ignorare il problema significa esporsi a possibili criticità sotto il profilo della tutela della salute dei lavoratori e della conformità normativa.
Un esempio concreto
Un’azienda utilizza uffici collocati al piano seminterrato.
Nonostante gli ambienti siano regolarmente occupati dal personale, non viene mai effettuata alcuna misurazione del radon.
Solo a seguito di una verifica emerge la presenza di concentrazioni superiori ai livelli di riferimento previsti dalla legge.
In questi casi è necessario procedere con gli approfondimenti tecnici e con gli eventuali interventi di mitigazione previsti dalla normativa.
Gas radon lavoro: cosa deve fare l’azienda
Per gestire correttamente il rischio radon è opportuno seguire un percorso strutturato.
Verificare l’obbligo di misurazione
Occorre capire se il luogo di lavoro rientra tra quelli per cui la normativa prevede il monitoraggio.
Effettuare le misurazioni
Le verifiche devono essere eseguite con metodologie conformi alla normativa vigente.
Valutare i risultati
In caso di superamento del livello di riferimento è necessario coinvolgere figure competenti per la valutazione del rischio.
Pianificare eventuali interventi
Quando necessario devono essere adottate misure tecniche finalizzate alla riduzione della concentrazione di radon negli ambienti.
Hai verificato il rischio radon nella tua azienda?
Il gas radon lavoro è un rischio spesso invisibile ma disciplinato da precisi obblighi normativi.
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Fonti
- Normattiva – D.Lgs. 101/2020
- Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032 (PNAR)
- ARPA Lombardia – Radon negli ambienti chiusi
- Regione Lombardia – Gestione del rischio radon
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