Infortunio smart working: cosa cambia per aziende e lavoratori
Un recente caso esaminato dal Tribunale di Padova ha riportato l’attenzione su un tema sempre più attuale: l’infortunio smart working.
La decisione riguarda una lavoratrice che ha ottenuto il riconoscimento dell’invalidità derivante da un infortunio sul lavoro avvenuto durante l’attività svolta da casa. Il Giudice ha inoltre riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per visite specialistiche private e consulenze mediche necessarie all’accertamento del danno.
Per le aziende il messaggio è chiaro: lo smart working non riduce gli obblighi in materia di salute e sicurezza.
In breve: anche in caso di infortunio smart working il lavoratore continua a beneficiare delle tutele previste dall’INAIL. La gestione della sicurezza nel lavoro agile rimane quindi un obbligo per il datore di lavoro.

Infortunio smart working: cosa è successo
La vicenda riguarda una lavoratrice che nel 2022 ha subito un infortunio mentre svolgeva la propria attività lavorativa in modalità agile presso la propria abitazione.
Per dimostrare l’entità del danno, la lavoratrice si è rivolta a professionisti privati sostenendo direttamente alcune spese mediche.
L’INAIL ha contestato il rimborso, sostenendo che tali prestazioni avrebbero dovuto essere effettuate tramite il Servizio Sanitario Nazionale.
Il Tribunale di Padova ha però accolto la richiesta della lavoratrice.
Infortunio smart working e rimborso delle visite private
Nel caso esaminato, il Giudice ha riconosciuto:
- invalidità permanente pari al 9%;
- rimborso delle spese mediche private;
- rimborso delle spese legali.
Secondo il Tribunale, le visite specialistiche erano necessarie per accertare correttamente il danno subito dalla lavoratrice.
Infortunio smart working: cosa cambia
La sentenza non introduce una nuova legge.
Tuttavia conferma che ogni infortunio smart working deve essere valutato considerando le circostanze concrete e le esigenze effettive del lavoratore.
Per le aziende questo significa che il lavoro agile deve essere gestito con la stessa attenzione riservata alle attività svolte in sede.
Le tutele INAIL restano valide
Molti datori di lavoro ritengono erroneamente che lavorare da casa riduca le responsabilità aziendali.
In realtà il lavoratore continua a essere coperto dall’assicurazione INAIL quando l’infortunio è collegato all’attività lavorativa svolta.
La tutela non viene meno solo perché la prestazione viene eseguita presso l’abitazione.
Smart working: attenzione alla nuova informativa obbligatoria
Dal 7 aprile 2026, con l’entrata in vigore della Legge 11 marzo 2026 n. 34, l’informativa sui rischi per la salute e sicurezza nel lavoro agile assume un ruolo ancora più rilevante. Il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore e al RLS (se presente) un’informativa scritta che descriva i rischi generali e specifici connessi allo svolgimento dell’attività in modalità smart working.
La mancata predisposizione o consegna dell’informativa può esporre l’azienda a responsabilità e sanzioni. Per questo motivo è fondamentale verificare che il documento sia aggiornato, coerente con le mansioni svolte e correttamente trasmesso ai lavoratori interessati.
Infortunio smart working: quali rischi per l’azienda
Il rischio principale è sottovalutare la gestione della sicurezza nel lavoro agile.
Una documentazione incompleta o una formazione insufficiente possono rendere più difficile dimostrare l’adempimento degli obblighi previsti dalla normativa.
In caso di verifica, contenzioso o accertamento, l’azienda potrebbe trovarsi in difficoltà nel ricostruire correttamente l’evento.
Un esempio concreto
Un’impiegata lavora da casa due giorni alla settimana.
Durante l’orario di lavoro si alza per recuperare documentazione necessaria allo svolgimento delle proprie mansioni e cade procurandosi una lesione.
Se viene dimostrato il collegamento tra l’attività svolta e l’evento lesivo, l’infortunio può essere riconosciuto come infortunio sul lavoro.
Infortunio smart working: cosa deve fare l’azienda
Per gestire correttamente il rischio legato allo smart working è opportuno:
Verificare l’informativa
Controllare che l’informativa consegnata ai lavoratori sia aggiornata e coerente con le attività svolte.
Aggiornare la formazione
I lavoratori devono conoscere i rischi connessi all’attività da remoto e all’utilizzo dei videoterminali.
Definire procedure interne
È importante stabilire come segnalare un eventuale infortunio e quali informazioni raccogliere immediatamente dopo l’evento.
Conservare la documentazione
Informative, attestati e registrazioni della formazione devono essere conservati per dimostrare il corretto adempimento degli obblighi aziendali.
Hai verificato la gestione dello smart working nella tua azienda?
L’infortunio smart working è un tema che richiede attenzione, procedure chiare e documentazione aggiornata.
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Fonti:
- Normattiva – Legge 22 maggio 2017, n. 81 (lavoro agile)
- INAIL – Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e tutela del lavoratore agile
Per ulteriori approfondimenti sulle recenti novità normative che interessano le aziende, consulta anche il nostro articolo “Decreto sicurezza 2026: il nuovo reato stradale e le implicazioni per le aziende”.












