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Garante Privacy aziende: sanzioni, minori e data breach

Garante Privacy aziende: le ultime indicazioni dell’Autorità mostrano ancora una volta che non basta avere un’informativa nel cassetto.

Trasparenza, tempi di conservazione, pubblicazione delle immagini e gestione delle violazioni devono essere tradotti in procedure concrete e applicate ogni giorno.

Nella Newsletter n. 548 del 17 giugno 2026, il Garante ha affrontato tre temi che possono offrire indicazioni utili anche alle imprese:

  • la raccolta e la conservazione dei dati sanitari;
  • la pubblicazione online delle immagini dei minori;
  • la gestione delle notifiche di data breach.
Garante Privacy aziende e gestione corretta dei dati personali

Garante Privacy aziende: cosa insegna la sanzione a Emirates

Il Garante ha sanzionato Emirates per 180.000 euro in relazione al trattamento dei dati sanitari dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta.

La raccolta di questi dati può essere legittima quando è necessaria per garantire assistenza e sicurezza durante il viaggio. Il problema riguardava però la scarsa trasparenza delle informazioni fornite e un periodo di conservazione dei dati pari a sette anni, ritenuto eccessivo rispetto alla finalità del trattamento.

Trasparenza e conservazione: cosa deve controllare l’azienda

Il caso non riguarda solo il settore aereo. Il principio è valido per qualsiasi organizzazione che raccolga dati personali, soprattutto quando si tratta di informazioni sanitarie.

L’azienda deve spiegare in modo chiaro:

  • quali dati raccoglie;
  • per quale motivo li utilizza;
  • chi può consultarli;
  • per quanto tempo vengono conservati;
  • quando e come vengono cancellati.

Esempio concreto: conservare per anni certificati medici, documenti di idoneità o informazioni sanitarie senza una motivazione precisa può esporre l’organizzazione a contestazioni.

Non basta indicare genericamente che i dati saranno conservati “per il tempo necessario”. Il periodo deve essere definito e coerente con la finalità e con gli eventuali obblighi di legge.


Immagini dei minori sui social: attenzione anche ai profili aziendali

Il Garante ha ribadito che la pubblicazione sui social delle immagini di minori di 14 anni richiede il consenso preventivo di entrambi i genitori.

Nel caso esaminato, una madre aveva pubblicato fotografie dei figli senza il consenso dell’altro genitore. L’Autorità ha vietato ulteriori pubblicazioni e ha adottato un provvedimento di ammonimento.

La finalità affettiva, il numero limitato di fotografie o l’impostazione privata del profilo non eliminano il problema. Un contenuto pubblicato online può essere copiato, condiviso o reso visibile a terzi.

Garante Privacy aziende e fotografie durante eventi

Il principio interessa anche aziende, associazioni, scuole, società sportive e organizzatori di eventi.

Errore comune: pubblicare sui canali aziendali fotografie di feste, open day, corsi o iniziative con figli dei dipendenti senza aver raccolto un’autorizzazione adeguata.

Prima della pubblicazione è necessario verificare:

  • chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • quali utilizzi sono stati autorizzati;
  • su quali canali potranno apparire le immagini;
  • per quanto tempo saranno utilizzate;
  • come potrà essere revocata l’autorizzazione.

Attenzione a questo punto: il consenso alla partecipazione a un evento non equivale automaticamente al consenso alla pubblicazione delle fotografie sui social.


Data breach: verso un modello europeo di notifica

Il Comitato europeo per la protezione dei dati personali, EDPB, ha approvato e posto in consultazione un nuovo modello per la notificazione dei data breach.

L’obiettivo è arrivare a uno schema condiviso tra le Autorità europee e coordinare le notifiche attraverso un futuro punto unico di accesso.

Il modello non deve essere considerato già operativo. Per le aziende, però, rappresenta un segnale chiaro: la gestione delle violazioni dei dati sarà sempre più standardizzata e coordinata a livello europeo.

In caso di perdita, accesso abusivo, invio errato o diffusione non autorizzata di dati personali, l’azienda deve essere in grado di:

  • rilevare rapidamente l’incidente;
  • valutarne gravità e conseguenze;
  • documentare le decisioni adottate;
  • notificare il Garante entro 72 ore, quando necessario;
  • informare le persone coinvolte nei casi di rischio elevato.

Cosa deve fare l’azienda

Le ultime indicazioni del Garante possono diventare una checklist operativa.

  1. Rivedere le informative privacy, verificando che siano chiare e aggiornate.
  2. Definire i tempi di conservazione per ogni categoria di dato.
  3. Controllare foto e video pubblicati sul sito e sui social aziendali.
  4. Predisporre autorizzazioni specifiche per l’utilizzo delle immagini dei minori.
  5. Aggiornare la procedura data breach e assegnare ruoli e responsabilità.
  6. Formare il personale per riconoscere e segnalare subito una violazione.
  7. Verificare fornitori e responsabili esterni che trattano dati per conto dell’azienda.

Per approfondire gli obblighi e i servizi disponibili, consulta la nostra pagina dedicata alla consulenza privacy aziendale.


La privacy funziona solo quando diventa operativa

Un’informativa generica, un archivio senza scadenze e una procedura data breach mai testata possono trasformarsi in un rischio concreto.

Noi di Sicurezza370 aiutiamo le organizzazioni a verificare la conformità privacy, aggiornare la documentazione e costruire procedure applicabili nella gestione quotidiana.

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