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Diffusione dati sanitari dipendente comunale: quando scatta la responsabilità

La diffusione dei dati sanitari di un dipendente comunale rappresenta una delle violazioni più gravi in materia di privacy sul lavoro.
Una recente pronuncia della Corte d’Appello ha ribadito che il trattamento illecito di informazioni relative allo stato di salute può comportare responsabilità dell’ente pubblico e risarcimento del danno, anche in assenza di dolo.

dati sanitari dipendente comunale e tutela della privacy

Diffusione dati sanitari dipendente comunale e tutela della privacy

I dati relativi alla salute rientrano tra le categorie particolari di dati personali e sono soggetti a una protezione rafforzata.
Nel contesto di un’amministrazione comunale, il loro trattamento deve avvenire:

  • solo per finalità istituzionali legittime;
  • con modalità che limitino l’accesso ai soli soggetti autorizzati;
  • adottando misure tecniche e organizzative adeguate.

La diffusione dei dati sanitari di un dipendente comunale per finalità estranee al trattamento costituisce una violazione della normativa privacy.


Il caso esaminato dalla Corte

Nel caso oggetto della decisione, un dipendente comunale aveva lamentato la diffusione di informazioni anagrafiche e sanitarie legate al proprio stato di salute, avvenuta all’interno dell’ente per scopi non coerenti con le finalità del trattamento.

Il giudice di primo grado ha riconosciuto la responsabilità del Comune, condannandolo al risarcimento del danno non patrimoniale.
La Corte d’Appello ha confermato la decisione.


Diffusione dati sanitari dipendente comunale: quando è illecita

La Corte ha chiarito che:

  • i dati sanitari non possono circolare liberamente, nemmeno all’interno di un ente pubblico;
  • l’accesso deve essere strettamente limitato;
  • non è necessario dimostrare un intento persecutorio: è sufficiente la violazione delle regole sul trattamento dei dati.

La diffusione dei dati sanitari di un dipendente comunale, se non giustificata, integra un illecito.


Onere della prova e responsabilità dell’ente

In caso di trattamento illecito:

  • il dipendente deve provare il danno subito e il nesso causale;
  • l’ente comunale, per andare esente da responsabilità, deve dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire la violazione.

In mancanza di tali misure, la responsabilità resta in capo al titolare del trattamento.


Cosa devono fare i Comuni per prevenire le violazioni

Per evitare casi di diffusione illecita dei dati sanitari, è fondamentale:

  • limitare la circolazione interna delle informazioni sanitarie;
  • adottare sistemi di protezione e cifratura;
  • formare il personale sul corretto trattamento dei dati personali;
  • aggiornare procedure e regolamenti interni.

👉 Fonte istituzionale
Garante per la protezione dei dati personali
https://www.garanteprivacy.it


Conclusione

La diffusione dei dati sanitari di un dipendente comunale viola la privacy e può generare responsabilità risarcitoria per l’ente pubblico.
Questa pronuncia ribadisce che la tutela della salute del lavoratore passa anche dal rispetto rigoroso delle regole sul trattamento dei dati personali.

Sicurezza370 promuove una cultura della prevenzione che include la protezione della dignità e della riservatezza dei lavoratori, come parte integrante della sicurezza sul lavoro.

–> Per approfondire il tema della tutela dei lavoratori e delle responsabilità del datore di lavoro, leggi anche l’articolo “Lavoratore turnista Cassazione: danno da usura psicofisica”.

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